giovedì 2 ottobre 2014

Il grande parco dell’Appia Antica

imageUna rivoluzione per l’Appia Antica. Il progetto di mecenatismo di Autostrade prende forma: giovedì, vertice decisivo tra Ministero dei beni culturali, Ente Parco, Campidoglio e soprintendenze. Ma i dettagli del piano - valore orientativo 10 milioni di euro - raccontano di un progetto ben più ampio della zona a traffico limitato della quale fin qui si è parlato. Gli obiettivi dei vari attori sono, adesso, noti. E, messi tutti assieme, rappresenterebbero un cambiamento totale, una rivoluzione, per una via un tempo regina e ormai ridotta a scorciatoia per l’aeroporto di Ciampino.

Dei complessivi dieci milioni dei quali si è parlato, tre dovrebbero andare alla Soprintendenza speciale per i beni archeologici, che ha tra i suoi dirigenti Rita Paris: l’obiettivo di questa parte del progetto, in questo caso, è ampio e ambizioso, scavare e portare alla luce l’ultimo tratto dell’Appia Antica. Quasi due milioni di euro andrebbero al Campidoglio, chiamato a curare principalmente la parte relativa alla viabilità: varchi elettronici, limite di velocità - quello attuale, 40 chilometri orari, è segnalato da ogni tipo di cartello e praticamente mai rispettato - ingresso consentito solamente a residenti e lavoratori della zona. Poi c’è la parte che spetterebbe all’Ente Parco, da due milioni di euro utili per: «ricucire» i parchi, dagli Acquedotti a Tor Fiscale, dare continuità al verde cittadino fin qui mal o per niente collegato; sistemare e far tornare a nuova vita la ferrovia che pure attraversa il parco; risistemare il lato sud; improntare un sistema di infopoint - al momento i turisti vagano quasi senza indicazioni, tra automobili e assenza pressoché totale di marciapiedi - e crearne un altro di noleggio bici, collegandolo però con il bike sharing che nascerà nel centro storico.

Fin qui, i progetti: che ci siano resistenze al piano di mecenatismo di Autostrade è noto (il Corriere se ne occupò con una pagina firmata da Gian Antonio Stella, «L’Appia Antica salvata da Autostrade») visto che molte associazioni si sono spese per contrastarlo. Tanto che in ambienti ministeriali si vocifera di una lettera nella quale Autostrade, in sintesi, diceva: se la nostra disponibilità non è gradita siamo pronti a togliere il disturbo. Il rischio, dunque, è che i vari ostruzionismi confermino, anche per il futuro, l’intuizione di Antonio Cederna nel 1953: «L’Appia Antica diventerà l’insufficiente corridoio di scolo dei quartieri intorno».

http://roma.corriere.it/

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