mercoledì 7 novembre 2012

Alemanno di ricandida


Motivato e pronto per il rilancio. Gianni Alemanno parla a tutto campo, confermando la volontà di restare alla guida del Campidoglio senza però abbandonare la politica nazionale.
Sindaco, possiamo dirlo: si ricandida per le prossime amministrative?
«Certo. Abbiamo fortemente intenzione di concludere un ciclo di rinnovamento per Roma e per farlo è necessario il secondo mandato. Abbiamo messo solide basi sulla realizzazione di una città diversa dal passato, salvando la Capitale dal deficit economico di 12,4 miliardi lasciato dai miei predecessori. Se non mi ricandidassi questa città tornerebbe indietro, con una sinistra che dice le stesse identiche cose sbagliate dei tempi di Veltroni o Rutelli».
La votazione del Bilancio dopo sette mesi: di chi sono le colpe?
«Di un’opposizione che ha fatto un ostruzionismo dissennato, bloccando i lavori dell’Aula. Se si fosse votata la delibera di Acea avremmo potuto discutere un bilancio ben diverso, con più investimenti e sviluppo per la crescita di Roma. Affossata quella delibera, hanno continuato per mesi l’ostruzionismo senza neanche un alibi ideologico come quello di Acea. In realtà hanno cercato di farmi dimettere perché temono il confronto elettorale. Non a caso, ancora oggi, non hanno un loro candidato».
Pagherà questa politica?
«No, il Pd ha fatto un autogol terribile alzando un muro ideologico. I tempi sono cambiati: i cittadini vogliono una politica che riesca a decidere e a costruire, altrimenti puntano direttamente all’antipolitica di Grillo. Non serve a nulla, neanche all’opposizione, paralizzare la città, nascondendosi dietro ad alibi ideologici. La gente è stanca di tutto questo».
Qual è la strada giusta?
«Non le derive populiste di cui abbiamo ritrovato eco anche nel discorso di Berlusconi di villa Gelmetto, contro Europa, euro, finanza. Il modello è quello del PPE, dove c’è Sarkozy ma anche Aznar, che viene da destra come me, una destra sociale che si è rigenerata attraverso la dottrina sociale della Chiesa».
Quindi?
«Abbiamo scelto di creare il movimento civico Rete Attiva per Roma, un modo per cambiare la politica»....http://www.leggo.it/

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