venerdì 27 luglio 2012

Lavoratori protestano e fanno i funerali a Cinecittà


 Un «funerale» di tutto punto con sacerdote improvvisato e bara di cartone. Sopra l'epigrafe Cinecittà. Non poteva non avere una scenografia ad effetto la protesta organizzata ieri mattina, davanti alla Casa del Cinema di Villa Borghese, dai lavoratori degli Studios contro l'imminente ristrutturazione dei locali.
«Cinecittà non si tocca, la difenderemo con la lotta», «I vostri parchi gioco non li vogliamo», gli slogan urlati a squarciagola proprio mentre il presidente Abete, all'interno, presentava il piano di sviluppo e riorganizzazione aziendale dell'area. Il progetto dovrebbe, infatti, essere realizzato in due fasi per una città del cinema all'avanguardia: da un lato la costruzione di un grande teatro di Posa dotato delle migliori tecnologie per le riprese cinematografiche, un ristorante, un hotel e annessa area fitness per le troupe, dall'altra un Distretto del Cinema e del Multimediale per ospitare laboratori e ricerche. «Vogliono richiamare le produzioni estere - hanno spiegato - e intanto sono previsti licenziamenti. Chiediamo un tavolo istituzionale con lo Stato». Ma Abete non ci sta. E alle provocazioni dei lavoratori ha replicato che «Cinecittà non solo non chiude ma si amplia mantenendo intatta la parte storica». Inoltre «la speculazione non c'è ma si tratta di una semplice riorganizzazione di aree inutilizzate e abbandonate». L'attuazione di questi progetti «consentirebbe di garantire l'occupazione e il livello salariale a tutti gli attuali dipendenti - ha precisato - assorbendo anche esuberi di altri servizi dell'azienda».
Abete però non transige sullo sciopero in atto dai primi di luglio in via Tuscolana che starebbe «danneggiando l'immagine di Cinecittà all'estero e le produzioni per il troppo rumore. Se i lavoratori continueranno a occupare, l'azienda nei prossimi giorni deciderà di portare avanti i licenziamenti», ha poi minacciato. E non ha risparmiato neanche i sindacati che fanno un'opposizione «miope e ostinata con rilevanti danni». Cgil e Ugl restano però inamovibili: l'occupazione continuerà finché non ci sarà un'apertura al confronto. Massimo Ghini, responsabile della cultura per il Pd Lazio accusa: «L'impegno al rilancio del presidente Abete si scontra con un atteggiamento che non aiuta a trovare le soluzioni migliori. Per questo crediamo che saprà intraprendere la strada del confronto».http://www.leggo.it/roma/bianca/roma_funerale_per_la_morte_di_cinecitta_protesta_dei_dipendenti_abete_li_licenzio/notizie/189640.shtml

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