giovedì 17 novembre 2011

È allarme smog

Da ormai due giorni le centraline che misurano la qualità dell'aria sembrano impazzite. A San Giovanni, nella tangenziale un tempo chiamata via magna Grecia il livello di biossido di azoto si è attestato a quota 241 microgrammi per metro cubo con un limite di tolleranza fissato a 200 microgrammi. Non va meglio in viale Marconi dove la quota stimata da Arpa è a 303 microgrammi. Si vola sopra i limiti anche in via Tiburtina con 252 mentre in via Arenula il limite è stato superato di 9 microgrammi. E il biossido di azoto è responsabile di irritazioni all'apparato respiratorio e se si trasforma in acido nitrico, è causa di piogge acide.
Ma fosse solo questo il problema. In cuna città dove le infrastrutture di trasporto collettivo sono storicamente carenti, basta qualche giorno di bel tempo per far salire le polveri sottili. Il limite di legge è 50 microgrammi per metro cubo ma chi abita in largo Preneste ne respira 61. Peggio va a chi apre i polmoni in corso Francia (62), a Cinecittà 64, viale Marconi, 56; via della Bufalotta (60) mentre il record negativo, cioè l'aria densa di pulviscolo, è in via Tiburtina dove in ciascun metro cubo d'aria, sono addensati nell'arco delle 24 ore ben 66 microgrammi. Roba da maschera antigas.

Mentre la città soffoca e attende provvedimenti strutturali, arriva lo sciopero dei trasporti del giovedì nero. Due gli appuntamenti con il trasporto pubblico a “zero”: quello di 24 ore proclamato da Faisa-Cisal per Atac e Sul per il gestore periferico RomaTpl e 4 ore di astensione dal lavoro decise da Filt-Cgil, Fit Cisl, Uiltrasporti, Ugl, Faisa Cisal e Sul.

E lo sciopero, viste le tensioni alle stelle nelle aziende dei trasporti, ha costretto il Comune ad aprire i varchi della zona a traffico limitato, quindi a far scattare il via libera alle auto anche nell'unica area dove i varchi elettronici mettevano sinora al riparo dal congestionamento e dai gas di scarico.
E se le previsioni meteorologiche promettono di replicare le condizioni per la cosiddetta “inversione termica” e garantiscono inquinamento alle stelle sino almeno a domenica, ciò che si attende in concomitanza dello sciopero è un ulteriore innalzamento dell'aria puzzolente: quello che i tecnici chiamato “effetto annuncio” si verificherà puntualmente, con tutti i romani costretti a prendere l'auto per andare al lavoro. Basta aspettare il responso delle centraline per capire se il giovedì sarà nero o nerissimo.

Intanto un dato che la dice lunga sulle politiche romane di contenimento dell'inquinamento: nelle centraline di largo Preneste, corso Francia e via Tiburtina è stato superato ampiamente il limite massimo di giorni fuori legge.
http://affaritaliani.libero.it/

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