sabato 29 ottobre 2011

Ascensori per i disabili obbligatori per legge nelle Metro

Ascensori per i disabili obbligatori per legge: è la sentenza appena emessa da un giudice civile del Tribunale di Roma che impone così all'azienda di trasporti della capitale di costruire infrastrutture adatte alla mobilità delle persone con handicap. Potrebbe trattarsi di una sentenza storica, in grado di tracciare nuove linee guida in merito alla giurisdizione dei diritti di soggetti diversamente abili.

Tranne poche eccezioni, la questione della mobilità delle persone con handicap riguarda quasi tutti i mezzi pubblici. È raro, infatti, trovare quelli dotati delle misure idonee per il trasporto delle carrozzelle, muniti delle apposite pedane sollevatrici. Oltre alle barriere architettoniche presenti in città, il tema riguarda anche i mezzi su rotaia: le stazioni difficilmente dispongono di varchi di accesso sufficientemente larghi per il passaggio delle carrozzelle o, nel caso si tratti di stazioni sotterranee, spesso mancano di ascensori funzionanti.
È proprio quest'ultimo elemento ad aver indotto un avvocato romano, padre di una ragazza portatrice di handicap, a rivolgersi ad un magistrato per sollecitare un intervento sulle linee metro di Roma.
Contro questo provvedimento civile, espresso in favore dell'uomo, immediato è stato il ricorso dell'Atac e dello stesso Comune, respinto però dal giudice. Secondo la sentenza, il perdurare di questa condizione, determinerebbe una violazione alle leggi dello Stato e alla Convenzione Onu che prevede il divieto di discriminare, in maniera diretta o indiretta, le persone affette da disabilità. Disposizioni di legge ben precise, anzi, impongono di attuare tutte le azioni possibili affinché vengano eliminate le posizioni di svantaggio che colpiscono questi cittadini.
Entro un anno, dunque, dove possibile, sarà necessario costruire gli ascensori nelle stazioni della metropolitana. Escluse per ora dal provvedimento le fermate di Spagna e Barberini dove sarebbe necessaria, oltre ad una valutazione tecnica della zona, anche quella legata alla tutela dell'ambiente anche quella del patrimonio artistico e culturale.
Valutando le ragioni del padre della ragazza, inoltre, è stato disposto che anche i mezzi di superficie, entro un tempo di dodici mesi, siano dotati delle pedane di salita e discesa. Infine il giudice ha ritenuto opportuno assegnare un risarcimento simbolico di 5000 euro a favore della ragazza che con il suo caso, comune a quello di tanti altri, ha richiamato l'attenzione sui diritti delle persone con disabilità, inducendo alla riflessione sull'esigenza di un quadro di indirizzi comune in materia. http://www.justicetv.it

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