sabato 29 ottobre 2011

Al Palatino la Domus di Augusto.

Capanne dell'età del ferro, un abitato arcaico del I° secolo, fino alla casa repubblicana che, probabilmente, è la casa natale di Augusto. Tremila anni di storia racchiusi in 4.000 mq sul colle più famoso di Roma, il Palatino, dove Clementina Panella, docente di Scienze dell'antichità alla Sapienza, ha appena concluso la sua campagna di scavi aperta il 29 agosto, ma iniziata nel 2007.

L'attività ha riguardato tutta la pendice del Palatino, dalla piazza del Colosseo all'Arco di Tito, è la più vasta area di scavo archeologico aperto in questo momento a Roma e non ancora concluso. Infatti, ''riprenderemo a scavare a luglio e poi - spiega all'ADNKRONOS l'archeologa - ci prenderemo una pausa di due anni per scrivere e approfondire gli studi su quanto abbiamo trovato in questa area così estesa''. ''Qui - continua la direttrice dello scavo- abbiamo scoperto resti di capanne della tarda età del ferro che ci consentono di estendere l'abitato del Palatino anche a questo tratto della pendice. Il segno dell'incendio neroniano del 65 d.C. sui pavimenti della fase giulio-claudia delle Curie Veteres di romulea memoria, un raro tappeto di età repubblicana e altri ambienti della domus dove Augusto potrebbe essere nato nel 63 a.C. Ma soprattutto - rimarca - sono la diversità dei paesaggi, dall'età protostorica all'età moderna, che consentono di cogliere quel continuum tra passato e presente che nessun luogo al mondo ha''.

Nell'area emerge una grande abside. Doveva essere ''un grande luogo di letizie, un impianto termale con giardini e fontane, vialetti e aiuole'', spiega Lucia Sanguì, assistente di Clementina Panella e ricercatrice della Sapienza, che aggiunge. ''La casa di Augusto è solo una delle tappe di questo sito archeologico che invece arriva fino al Medioevo''. ''A ovest dello scavo - prosegue Sanguì - abbiamo trovato un isolato distrutto dall'incendio di Nerone che non si conosceva finora, sono emersi alcuni muri ma per capire meglio dobbiamo ancora scavare''. Sarà, probabilmente, una delle attività da svolgere nella prossima sessione di scavo, quella che si aprirà a luglio. Infatti, è dal 2007 che lo scavo viene finanziato in varie trance, ogni anno 30.000 euro dalla Sapienza e 30/35.000 euro dalla Banca Nazionale delle Comunicazioni, in totale circa 65.000 euro l'anno. I lavori hanno inoltre richiamato a fini didattici e di ricerca 120 studenti e allievi, non solo della Sapienza, ma anche di altre universita' italiane e straniere.

''A Est dello scavo - continua la ricercatrice - è stato trovato un mosaico che risale al 63 a.C. in rapporto con un santuario antichissimo. Era la casa di Ottaviano, padre di Augusto. Quindi la casa natale di Augusto. Nel 64 poi, con l'incendio di Nerone tutto viene distrutto''. Nella vasta ampia area, antistante la piazza del Colosseo, la presenza di pozzi profondi pieni di materiale votivo dimostrano la presenza di una sede di culto. Appartiene probabilmente alla Collina Velia, ed era con molta probabilità dedicata a divinità legate agli inferi o alla fortuna.http://www.adnkronos.com

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