venerdì 2 settembre 2011

A Roma cercasi fornai disperatamente.

A Roma mancano all’appello un numero considerevole: almeno 300, se non trecento cinquanta, secondo i calcoli del presidente dell’Unione panificatori della Confcommercio Giancarlo Giambarresi, titolare di un forno a Montesacro e da poco più di un anno a capo dei rivenditori di pane della capitale. A Roma esistono più di seicento forni, e chi più chi meno lamenta la mancanza di un fornaio (mediamente un forno ne impiega da tre a quattro), nonostante l'appeal dello stipendio: una figura professionale di questo tipo può arrivare infatti a guadagnare anche uno salario consistente, dai 2 mila ai 3 mila euro al mese, a seconda se è il primo o il secondo panettiere «così come accade nel mondo dei cuochi», spiega Giambarresi. Così i fornai lanciano un invito ai giovani in cerca di occupazione: venite a lavorare con noi. Così, alla ricerca di futuri bravi panificatori, Confcommercio organizza da tempo veri e propri corsi professionali. All’ultimo, nel marzo scorso, si sono iscritti 18 ragazzi: l’ hanno terminato in 14 e almeno una decina hanno trovato immediatamente lavoro. Il prossimo corso si terrà a settembre, ci sono già quasi altrettanti iscritti, tutti sicuri - al termine - di avere la possibilità di un impiego. Quanto all’orario adesso anche la tecnologia dà un mano, perché invece di iniziare a mezzanotte, si può arrivare in laboratorio anche alle tre e mezza o quattro del mattino. E il pane non passa mai di moda. «Può diminuire la richiesta di un pane comune come la rosetta – conclude il presidente dei panificatori - c’è la crisi e ci sono le diete, ma rimane un elemento importantissimo sulla tavola. E oggi c’è una grande offerta di diversi tipi di pane». Il mestiere non scomparirà. Anzi, in tempi di crisi, è una delle poche strade sicure per avere un'occupazione stabile.
http://roma.corriere.it/

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