domenica 28 agosto 2011

Leopardo nella pineta di Castel Fusano

Ruggiti spaventosi nel pieno della notte. Evidenti a un esperto che, all’interno del bosco, registra i suoni degli uccelli notturni. E che, dopo essersi raggelato per quel raccapricciante richiamo felino, è stato costretto a darsela a gambe levate. Nella pineta di Castelfusano è caccia al leopardo. A mobilitarsi nella ricerca è un organismo al di sopra di ogni sospetto, la sezione Cites del Corpo Forestale dello Stato alla quale è pervenuta una circostanziata segnalazione da parte di esperto, un noto ornitologo che frequenta da anni la pineta di Ostia per ragioni di studio. «Riteniamo la segnalazione del tutto affidabile - indica Marco Fiori, direttore della Sezione Investigativa Centrale del Cites - Conosciamo personalmente lo studioso e per questo abbiamo già avviato le ricerche sul campo».

L’evento è avvenuto pochi giorni fa. «Come fa spesso - prosegue Fiori - l’ornitologo si è avventurato nel profondo del parco in piena notte. Il suo obiettivo era ancora una volta quello di registrare i suoni prodotti dagli uccelli notturni, in particolare assioli, civette e barbagianni che popolano la pineta di Ostia. Ci ha riferito che il silenzio della zona è stato rotto dal raggelante ruggito di un leopardo. Ha detto che era potentissimo e vicino, tanto che si è spaventato ed è scappato via abbandonando l’impresa per i suoi studi».

L’allarme è stato raccolto dal Cites e diffuso alle autorità locali, in particolare alla Stazione del Corpo Forestale dello Stato che opera in via Villa di Plinio, ai piedi della torre d’avvistamento antincendio. Il punto in cui sarebbe avvenuto l’incontro ravvicinato è la vasta area a ridosso dell’Infernetto, lungo via del Lido di Castelporziano. «La persona che ci ha chiamato - insiste Fiori - è affidabile ma siamo convinti che il ruggito che ha sentito poteva provenire da qualche fiera detenuta in gabbia in una delle ville al confine tra l’Infernetto ed il parco di Castelfusano. In ogni caso, faremo accertamenti scrupolosi e non lasceremo nulla di intentato per catturale il leopardo qualora sia provata la sua presenza».

L’allarme è tenuto nella massima riservatezza per non scatenare la psicosi. E’ la stessa tecnica di caccia usata due anni fa quando fu segnalata la presenza di pericolosissimi serpenti a sonagli. In via Villa di Plinio ne vennero catturati due a distanza di poco più di un mese l’uno dall’altro, evidentemente abbandonati da qualche collezionista che se ne voleva disfare. L’individuazione dei crotali avvenne sotto la direzione proprio di Marco Fiori.

«Beh, non mi sorprenderei di nulla - afferma Gualberto Tiberi, naturalista e micologo che conosce Castelfusano come le sue tasche - Una ventina di anni fa io con un mio amico botanico in pineta ci imbattemmo in un puma che fu poi catturato. Se il leopardo fosse realmente presente troveremmo le carcasse di qualche animale divorato per nutrirsi: ci può cibare di cinghiali, di cani e di daini. A meno che non vada a rifocillarsi nella vicina tenuta presidenziale di Castelporziano dove di certo il cibo non manca». http://www.ilmessaggero.it/

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