sabato 21 maggio 2011

La statua di Wojtyla potrebbe essere rimossa

L'ira del Vaticano, che ha fatto capire chiaramente, tramite l'Osservatore Romano, di non aver apprezzato la statua di Wojtyla alla stazione Termini, ha avuto il suo effetto. Il sindaco di Roma Gianni Alemanno ha infatti annunciato che la statua potrebbe essere rimossa. «Non sta al sindaco fare il critico d'arte - ha detto Alemanno - La nostra sovrintendenza ha ascoltato tutti i pareri delle autorità, anche religiose. Ora ascolteremo la parola della gente. Se le persone non si identificassero nella statua allora magari qualche cambiamento potrebbe essere fatto».
«La scelta di Termini non è casuale - ha aggiunto il sindaco di Roma, ai microfoni di Radio Vaticana - è la porta di Roma ed è importante avere una statua di Giovanni Paolo II». Alemanno ha ricordato che la «stazione Termini è intitolata a Giovanni Paolo II» anche «se - ha aggiunto - per giochi un po' strani» l'intitolazione «è stata messa sotto al tappeto».
Il sindaco ha spiegato che il mantello della statua è «simbolo di protezione e accoglienza della città» e ha ribadito che durante l'iter per la sua realizzazione la «sovrintendenza ha ascoltato i pareri di tutte le autorità» effettuando un percorso autonomo dalle «decisioni politiche dell'Amministrazione». Alemanno ha poi ringraziato la Fondazione Angelucci per aver donato la scultura che, ha detto: «Non è costata un euro all'Amministrazione».

DOMANI BLITZ DI RIVA DESTRA «Domani, alle ore 12, Fabio Sabbatani Schiuma effettuerà un blitz autorizzato dalla Questura, presso la statua del Beato Wojtyla in piazza dei Cinquecento. Sarà un modo goliardico per esprimere ciò che pensiamo di questa opera e cosa a nostro avviso si dovrebbe fare». Lo annuncia una nota del movimento 'Riva destra'. «Ringraziamo - si legge nella nota - il sindaco Alemanno per il pensiero che comunque ha avuto, ma quella statua è davvero brutta e andrebbe sostituita con qualcosa di artistico e sacro per ricordare una figura così importante come Papa Giovanni Paolo II».

ALEMANNO: "ASCOLTEREMO LA GENTE" «Ascolteremo il parere della gente». Al terzo giorno di polemiche, il sindaco Gianni Alemanno cede alle proteste dei romani sulla statua di Giovanni Paolo II inaugurata davanti alla stazione Termini. Un'opera che avrebbe dovuto essere il coronamento delle celebrazioni per la beatificazione. E invece si è rivelata in breve tempo un collettore di stroncature come non se ne ricordano dalla comparsa della teca di Meier, tanto odiata dal sindaco. «Se il giudizio della gente non sarà positivo, dei cambiamenti potranno essere fatti», concede adesso Alemanno, che prepara una consultazione sulla statua. Mentre continuano a pervenirgli da ogni parte richieste di rimozione. Subito. «Non sta al sindaco di Roma fare il critico artistico», dice Alemanno, che glissa così sul suo personale giudizio sull'opera. Difende, certo, l'idea di voler rappresentare «un simbolo di accoglienza e protezione», davanti alla stazione che Roma ha dedicato a Papa Wojtyla. Ma poi si rimette al giudizio dei romani, con quello che dovrebbe essere un sondaggio on-line (meno probabile l'ipotesi di un referendum). E si tira fuori da ogni responsabilità: «La statua è stata scelta in base a un'istruttoria fatta dalla sovrintendenza comunale che ha coinvolto tutti i pareri più autorevoli, incluso il ministero e le autorità religiose, in un percorso ben scandito e indipendente da decisioni politiche». Non casuale il riferimento alle autorità religiose, all'indomani dell'articolo al vetriolo contro l'opera comparso sulle pagine dell'Osservatore romano. Oggi il direttore Gian Maria Vian nega si sia trattato di una stroncatura o di un attacco al Campidoglio: «un contributo al dibattito sul piano culturale», lo definisce. Ma le perplessità espresse nell'articolo di ieri, in cui si parlava di una scarsa rispondenza dell'opera ai bozzetti visionati Oltretevere, fanno il paio con quelle che emergono dalle stanze del Ministero dei beni culturali. «Il comitato tecnico di settore del Mibac», spiega il sottosegretario Francesco Giro, «ha dato il via libera perchè non se l'è sentita di censurare» la statua dedicata al Papa nell'anno della beatificazione. «Ma qualche perplessità era emersa». E tra l'altro ci si era chiesti perchè non si fosse aperto un «concorso di idee» per l'opera. «Le carte sono a posto. E il lavoro è un lavoro giusto», difende la statua il sovrintendente di Roma, Umberto Broccoli. Ma la sua è una voce isolata. Perchè mentre anche i Papaboys definiscono «incomprensibile» l'opera, lo stesso Giro la stronca senza appello: «brutta», «infelice», «sfuggente a ogni canone estetico», «peggio della teca di Meier». «Rimuoviamola subito», senza neanche aspettare il referendum del sindaco, invoca il sottosegretario. E, dopo essere andato a vedere la statua, si premura di vergare in una nota la sua contrarietà a un'opera che «non fa onore alla città di Roma» anche Pier Ferdinando Casini, che suggerisce al sindaco di spostarla altrove, promuovendo un nuovo concorso. Intanto, però, c'è chi, come l'Aduc, si preoccupa che l'ampia cavità della statua possa diventare un «rifugio per barboni». O, dice sornione Giro, «un luogo per fare cose poco commendevoli».

IRA DEI PAPA BOYS «In quanto Associazione Nazionale Papaboys, realtà di giovani cattolici legata indissolubilmente alla figura di Giovanni Paolo II, sentiamo il dovere di esprimere enorme perplessità di fronte all'inadeguatezza della statua dedicata al Beato Karol Wojtyla e inaugurata lo scorso 18 maggio a Roma in piazza dei Cinquecento, di fronte alla Stazione Termini. Se l'intenzione era quella di festeggiare il compleanno del Beato Giovanni Paolo II con un 'bel pensierò, purtroppo, a nostro avviso, non ci si è assolutamente riusciti». Così nella nota diffusa dai Papaboys.
«Per quanto il proposito del maestro Oliviero Rainaldi non sia discutibile, la risultante esposta davanti alla stazione 'Giovanni Paolo II' non merita alcun tipo di apprezzamento. Il volto e l'insieme della statua non rendono minimamente giustizia al ricordo che il mondo intero ha di Karol Wojtyla, né l'intera struttura esprime il senso dell'abbraccio accogliente che avrebbe dovuto - continua la nota - Sarebbe auspicabile che al centro di Roma venisse eretto un monumento commemorativo che rappresenti realmente il Santo Padre, non solo per quello che è stato per noi, ma per il segno che ha lasciato nel mondo intero. Non intendiamo svilire la maestria dello scultore, ma, ringraziando lui e la fondazione Silvia Paolini Angelucci per averne fatto dono alla città di Roma, chiediamo che venga quanto prima rimossa e collocata altrove, in attesa che la storica piazza dei Cinquecento ospiti un'immagine degna del nostro Beato».http://www.leggo.it

2 commenti:

  1. Rimuovete quel catorcio, non somiglia niente al grande Papa Giovanni

    Si merita meglio di quel brutto coso

    RispondiElimina
  2. la cosa va rimossa, Papa Giovanni si merata meglio

    La cosa non e una scultura. Chi a costruito cio??

    RispondiElimina

Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...