sabato 30 aprile 2011

Re, presidenti e primi ministri per la beatificazione di Wojtyla

Accanto al presidente Giorgio Napolitano che dovrebbe essere accompagnato dalla signora Clio, a prendere posto nel parterre di teste coronate, capi di Stato e primi ministri provenienti dai quattro angoli del mondo per assistere alla beatificazione di Giovanni Paolo II, ci saranno il premier Berlusconi, la seconda e la terza carica della Repubblica, Schifani e Fini, il sottosegretario di Palazzo Chigi Gianni Letta, che è anche gentiluomo di sua Santità, il presidente della Corte Costituzionale Ugo De Siervo e diversi ministri. Certamente la Carfagna, la Meloni e Rotondi, ma non Bossi, Calderoli in forse. E, naturalmente, il sindaco di Roma Gianni Alemanno con lady Isabella al seguito. Nelle prime file anche il vicesindaco Mario Cutrufo. Tutti accomodati sulle poltroncine rosse schierate sul sagrato di San Pietro trasformato per l'occasione in uno splendido giardino all'italiana made in Puglia: 25mila rose di Terlizzi, 15mila steli di solidago, 30mila di asparagus, 3mila di gipsofila addobberanno la piazza del Bernini, con sfumature che vanno dal bianco al verde mela, dal giallo all'arancio, mentre il drappo su cui verrà collocata l'immagine di Wojtyla sarà incorniciato da un enorme festone di oltre settemila rose.

In Vaticano ferve il lavoro per il "sitting" degli ospiti illustri attesi per la cerimonia. Un elenco definitivo ancora non c'è, solo una bozza che subisce aggiornamenti continui, ma in tanti hanno già confermato la loro presenza. In tutto, alla fine, dovrebbero arrivare una quarantina di delegazioni ufficiali, tra cui quindici capi di Stato, una decina di primi ministri, cinque e o sei coppie reali. Certamente ci saranno i sovrani del Belgio, Alberto II con moglie Paola Ruffo di Calabria, fra i primi a rispondere all'appello. Da Madrid sbarcheranno invece i principi delle Asturie, Felipe di Spagna e la consorte Letizia Ortiz. Dal Liechtenstein il principe Hans-Adam II con moglie-cugina Marie Aglaë. Mentre il piccolo principato del Lussemburgo invierà una rappresentanza.

Stesso discorso per i capi di Stato, le cui adesioni crescono di ora in ora. Chi non poteva mancare è il presidente della Repubblica polacca Bronislaw Komorowski, che il giorno dopo la beatificazione sarà ricevuto in udienza da papa Ratzinger. Ma ad accettare l'invito della Santa Sede sono stati pure Felipe Calderon, presidente del Messico, e quello della Bosnia Erzegovina Bakir Izetbegovi. Diverse le rappresentanze dall'America centrale e del sud, una delle aree del pianeta dove più alta è la concentrazione di cattolici e più sentiti i legami con il Pontefice della speranza. Faranno un lungo viaggio pur di vedere Wojtyla assurgere all'onore degli altari diversi leader africani: dal Benin ecco Thomas Yayi Boni; Paul Biya dal Camerun; il generale Denis Sassou Nguesso dalla Repubblica del Congo. Chi non è potuto venire ha invece inviato il suo primo ministro. A rappresentare la Francia sarà François Fillon, per la Lituania Andrius Kubilius, per la Croazia Jadranka Kosor. Un elenco destinato ad allungarsi ancora. http://roma.repubblica.it/

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