martedì 30 novembre 2010

La casa di Moravia diviene un museo

Gli ambienti ancora intatti dell'appartamento romano in via Lungotevere della Vittoria 1, in cui Alberto Moravia visse dagli anni '60 fino alla sua morte, sono diventati un museo.
Visitabile dal prossimo mercoledì, ''la casa rappresenterà - secondo Dacia Maraini - per i visitatori un'esperienza intellettuale, essendo stati quegli ambienti frequentati a lungo da numerosi letterati e artisti, che hanno lasciato segni ancora visibili''.
Le pareti dell'appartamento ospitano infatti numerosi quadri e ritratti dello scrittore, eseguiti dai tanti amici pittori di Moravia, che recano firme quali: Renato Guttuso, Mario Schifano, Sergio Vacchi e Adriana Pincherle. Nello studio invece è ancora visibile la scrivania di legno, opera dell'amico scultore Sebastian Shadhauser, sulla quale l'autore, con la sua Olivetti 82, scrisse capolavori come 'L'uomo come fine', 'L'attenzione', 'La rivoluzione culturale in Cina', 'La donna Leopardo' e 'Il viaggio a Roma'.

Passeggiando per i corridoi che uniscono i diversi ambienti si può ancora immaginare Moravia mentre sovrappensiero osserva il Tevere, affacciato sul terrazzo, o mentre, come racconta Maraini, ''realizza su foglietti di carta quei disegnini che soleva fare mentre parlava al telefono''. Questo anche grazie alla cura che le eredi, Carmen Llera e la stessa Maraini, hanno avuto dell'appartamento e del loro impegno che hanno messo per offrire all'ambiente uno sviluppo proficuo.

Un duro lavoro che, ha raccontato l'ex assessore alla Cultura del comune di Roma, Gianni Borgna, ''è cominciato molto tempo fa ed è culminato con la donazione modale che ha permesso al Comune di acquisire l'appartamento in cambio di un piccolo contributo che l'amministrazione capitolina devolverà al Fondo Alberto Moravia''. Al progetto Borgna ha continuato a lavorare anche con il cambio di amministrazione, collaborando con il suo successore Umberto Croppi.

L'attuale assessore alla Cultura, soddisfatto per l'evento, ha inoltre annunciato che ''la trasformazione in museo del domicilio di Moravia non è stato altro che il primo passo verso il censimento, ormai completato, di tutte le case romane appartenute a grandi intellettuali. Le quali presto saranno valorizzate da strumenti che le renderanno note e le inseriranno in diversi progetti turistici, quali itinerari e biglietti unici''.

Perla del museo è la biblioteca personale dello scrittore, testimonianza cartacea dei diversi interessi coltivati da Moravia e un archivio, che continuerà ad essere gestito dal Fondo, contenente circa 15mila documenti tra lettere, giornali e manoscritti ai quali vanno aggiungendosi man mano nuove accessioni. L'apertura della casa museo di Moravia, ha affermato in conclusione Maraini, riferendosi anche alle altre case censite, ''è importante anche per non spegnere e far proseguire lo sguardo critico che lo scrittore aveva della città di Roma, da lui comunque tanto amata''. A quei tempi, ha proseguito la scrittrice, ''Roma brulicava di luoghi in cui intellettuali come Pasolini, Sandro Penna e lo stesso Moravia, si incontravano per discutere. Oggi invece ognuno resta a casa sua''.http://www.adnkronos.com/

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