venerdì 10 settembre 2010

31 Ottobre termine per richiedere riduzione mensa scolastica

E’ stata prorogata al 31 ottobre la scadenza entro cui presentare ai rispettivi municipi di dichiarazione Isee e redditometro, che determinano la quota da pagare per la refezione scolastica, in base a condizioni economiche e nucleo familiare. 
Per il servizio di mensa per materne, elementari e medie, arriva una vera rivoluzione: le fasce di reddito che determinano le quote sono salite da 3 a 18, con il costo massimo, per 5 pasti alla settimana, salito da 41.32 a 80 euro.

A Roma, sono più di 160 mila i pasti serviti.
In un primo momento, la scadenza era fissata per la fine di settembre, poi è stato indicata al 31 ottobre. «Per la presentazione della documentazione Isee per la refezione scolastica - spiega l’assessore alle Politiche scolastiche, Laura Marsilio - e il redditometro sono stati concordati piani personalizzati con i municipi affinché questo termine possa essere eventualmente prorogato. Per il primo trimestre, le quote da versare saranno le stesse del 2009-2010». Le modifiche sono state decise a fine luglio e questo ha determinato qualche ritardo nell’invio dei bollettini. Le nuove tariffe confermano l’esenzione dal pagamento della mensa per chi dichiara un reddito Isee sotto 5.165 euro. La differenza sostanziale è che prima, oltre i 12 mila euro di reddito si pagava una quota unica, mentre ora è diversificata, con aumento dei costi proporzionali al reddito. «La rimodulazione delle tariffe - osserva Marsilio - è contenuta, a fronte dell’offerta di un servizio di qualità tra i più elevati in Italia». Se non si presenta la dichiarazione Isee, si viene inseriti nella fascia più alta.

Confrontando quanto avviene in altre grandi città, Milano e Torino presentano 6 fasce di reddito, Napoli 5, Bologna 8. Torino e Napoli non prevedono esenzioni e solo il capoluogo campano ha quote inferiori a quelle di Roma. «Con le 18 fasce - prosegue l’assessore - si consente di diversificare le quote, adattandole alla reale situazione economica dei nuclei familiari». In base a un’indagine Uil, il costo medio mensile per le famiglie romane per la mensa scolastica sarà di 43 euro. E, in caso ci sia un secondo figlio iscritto al nido (156 euro di costo medio), la spesa familiare sale a 199 euro, un prezzo inferiore alla media nazionale dei capoluoghi di regione, pari a 327 euro. «La frequenza di due figli, uno alla scuola per l’infanzia, uno al nido - spiega Guglielmo Loy, segretario confederale Uil - costerà mediamente agli italiani 3.270 euro all’anno».
Il rapporto Uil, che si basa su un reddito Isee di 17.812 euro, vede un costo massimo di 480 euro per materna e nido a Bolzano, 416 a Torino, 419 a Firenze, per poi scendere a 224 a Cagliari, 150 a Napoli e, appunto, 199 a Roma. «Ma oltre ai costi - aggiunge Loy - per chi ha figli piccoli, c’è il disagio legato all’accesso nei nidi».

Proprio questa è una delle problematiche tutta romana. Per i piccolissimi, da 0 a 3 anni, i contributi sono rimasti invariati, ma le liste d’attesa, pur con 4.000 posti in più in nove anni, sono sempre lunghe e il 41% delle domande non è stato accontentato: 10.731 le richieste accolte, 7.558 quelle escluse.

http://www.ilmessaggero.it/

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