mercoledì 16 settembre 2009

"L'ultimo Pulcinella" di Maurizio Scaparro al Piccolo Eliseo

Al Piccolo Eliseo Patroni Griffi di Roma arriva il cinema.
Dal 22 settembre al 4 ottobre verra' presentato il film "L'ultimo Pulcinella" di Maurizio Scaparro all'interno del progetto, voluto dal regista "Cinema e' Teatro": un'iniziativa che consente nuove sinergie tra linguaggi differenti. Lo spettatore, attraverso un'innovativa concezione delle arti, potra' usufruire del film in abbonamento all'interno della programmazione di alcuni fra i maggiori teatri italiani.

Il regista teatrale Maurizio Scaparro, circa quindici anni fa, porto' sulle scene uno spettacolo dal titolo Pulcinella; ma il film presentato come evento speciale all'ultimo Festival di Roma e' opera del tutto autonoma, scritta appositamente per lo schermo e ispirata alle suggestioni della realta' attuale. In questo caso i linguaggi delle arti - di tutte le arti delle piu' varie provenienze - sono l'oggetto stesso del racconto, e la loro unione una possibile via di riscatto alle realta' delle nostre metropoli. Tutto nasce da un'unica maschera della cultura napoletana, Pulcinella, che l'attore Michelangelo (Massimo Ranieri) incarna senza fortuna in qualche spettacolo di strada. In teatro non lo vogliono piu' perche' il suo repertorio e' ''vecchio'', l'ex moglie e il figlio Francesco non gli risparmiano il disprezzo per il suo inutile attaccamento alla tradizione.

Quando il figlio improvvisamente parte, Michelangelo, pensando che sia colpa sua, lo raggiunge a Parigi. Qui trova un suo vecchio amico (Jean Sorel), professore alla Sorbona, con il quale tenta di riaprire un teatro della periferia parigina, allestendo uno spettacolo con i ragazzi delle banlieue. Dapprima scettici, i ragazzi vengono conquistati dal progetto, dalla musica di Pulcinella, che riconoscono subito come propria, accompagnandola istintivamente con i loro strumenti e le loro danze. Questa musica, che diventa immediatamente meticcia, lingua comune per napoletani, maghrebini, africani, e' elemento essenziale, poetico e travolgente del film, anche grazie alla magnifica voce di Ranieri e ai bellissimi arrangiamenti di Mauro Pagani. La musica segna il passaggio verso la costruzione di una comunita' teatrale e un'armonia possibile fra le culture del Mediterraneo, un tempo ricche di feconde contaminazioni, oggi in conflitto fra loro.

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