Quattro giorni di incontri con medaglie Fields e premi Nobel per discutere di “Creazioni e ricreazioni” matematiche. Un “viaggio di possibilità” guidato dall’eccellenza del pensiero scientifico e filosofico con lezioni, conferenze-dibattito, giochi matematici, eventi serali e mostre.
Quest’anno il Festival ha esordito Oltreoceano: il 10 e l’11 marzo si è tenuta infatti la prima edizione newyorkese alla Columbia University: «Due giorni di conferenze e dibattiti con tre premi Nobel che hanno riscosso un grande successo - racconta Odifreddi -. Ho avuto anche un piacevole incontro con Renzo Piano, nel grattacielo che ospita il New York Times, da lui progettato. Nell’edificio c’è un Auditorium: abbiamo pensato che il prossimo anno si potrebbero fare le cose in grande inaugurando il Festival proprio lì, con Piano che tiene una conferenza su "Architettura e Matematica"».
A New York il Nobel per la fisica Sheldon Glashow ha parlato della crisi economica in atto che, ha detto, nasce anche perché «la gente non conosce la matematica». Un’affermazione che trova perfettamente d’accordo Odifreddi, convinto che «più matematica e più numeri potrebbero salvare il mondo», rendendolo più libero e ordinato. «I numeri fanno ancora paura», sottolinea il “matematico impertinente”, che critica una società basata sulle speculazioni in borsa: «Non ci si può fidare di nulla che riguardi la Borsa - sostiene - pensare di prevedere l’andamento dei mercati è un’illusione bella e buona. E’ come gettare una monetina in una fontana».
Dopo In principio era Darwin, intanto esce oggi un altro libro del professor Odifreddi, Il club dei matematici solitari: un volume che raccoglie articoli di giornale, conversazioni e riflessioni dei partecipanti alle scorse edizioni del Festival: «Il club è composto da sei premi Nobel e un campione del mondo di scacchi - spiega Odifreddi -. L’obiettivo del libro è di tornare sul “luogo del delitto”, leggere aiuta a pensare a quello che è stato detto nelle edizioni precedenti del Festival, affinché se ne parli e si rifletta non solo una volta l’anno».
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