giovedì 12 febbraio 2009

Le mura di Roma

Mura Serviane (o Repubblicane):

1. Porta Carmentalis  2. Porta Catularia  3. Porta Fontinalis  4. Porta Sanqualis  5. Porta Salutaris  6. Porta Quirinalis  7. Porta Collina  8. Porta Viminalis  9. Porta Esquilina  10. Porta Querquetulana  11. Porta Caelimontana  12. Porta Capena  13. Porta Naevia  14. Porta Raudusculana  15. Porta Lavernalis  16. Porta Trigemina  17. Porta Flumentana

Mura Aureliane:

1. Porta Flaminia  2. Porta Pinciana  3. Porta Salaria  4. Porta Nomentana  5. Porta Chiusa  6. Porta Tiburtina  7. Porta Praenestina  8. Porta Asinaria  9. Porta Metrovia  10. Porta Latina  11. Porta Appia  12. Porta Ardeatina  13. Porta Ostiensis  14. Porta Portuensis  15. Porta Aurelia  16. Porta Septimiana  17. Porta Cornelia

Mura Gianicolensi:

1. Porta Portese  2. Porta S.Pancrazio  3. Porta Cavalleggeri

Il concetto di Mura a Roma nacque con il leggendario solco tracciato dall'aratro di Romolo, anche se questo probabilmente non fu un muro a carattere difensivo ma più un confine a carattere religioso, il primo famoso pomerio. Il pomerio (termine derivante da post o pone murum, ossia dopo il muro) era uno spazio di terreno sacro, situato lungo le mura della città all'interno e all'esterno, dove non era lecito costruire né abitare né arare né tantomeno seppellire i morti e limitato da pietre terminali: non una difesa militare quindi ma una difesa sacrale, un limite magico difeso da tabù e divieti.

La prima cinta urbana vera e propria, risalente alla metà del VI secolo a.C., è nota con il nome di Serviana, in riferimento al primo costruttore, il sesto re di Roma Servio Tullio. Di questa prima cinta muraria, costituita in gran parte da un agger, o terrapieno, alto circa 6 metri con parti in muratura di cappellaccio, un tufo dell'area di Roma, non rimane quasi più traccia, sostituita da quella in tufo di Grotta Oscura del IV secolo a.C., che seguì quasi dappertutto lo stesso percorso di quella antica e che oggi possiamo ancora ammirare, seppure limitatamente a piccoli tratti di muri e comunque troppo poco evidenziati, anzi talvolta seminascosti da edifici e magazzini. La data esatta di questo rifacimento ci viene fornita da Livio che ricorda che nel 378 a.C. fu appaltata dai censori di quell'anno la costruzione di un nuovo muro, da eseguire in saxo quadrato, a maggiore difesa della città dopo l'occupazione gallica del 390.

In seguito si ebbero nuove mura solo in età imperiale, precisamente nella seconda metà del III secolo d.C. (sei secoli e mezzo dopo la costruzione delle "mura serviane"), costruzione divenuta necessaria vista la probabilità che i barbari potessero giungere fino a Roma. Le mura imperiali, fatte costruire dall'imperatore Aureliano (da qui anche il nome Mura Aureliane) arrivarono a circondare completamente la città e rimasero in uso nel corso dei secoli fino alla famosa "breccia" di porta Pia del 1870, subendo poche modifiche (ad esempio a Trastevere), alcune aggiunte (come le Mura Gianicolensi e le Mura Vaticane) e limitati rifacimenti come il Bastione del Sangallo. Dopo il 1870 hanno perso la loro funzione dopo ben sedici secoli dalla prima costruzione di cinta murarie. Nell'ultimo secolo, dopo essere state raggiunte e superate dall'espansione della città, sono diventate un punto di riferimento e vanno a delimitare quello che è comunemente definito come il "centro storico" che equivale alla Roma dell'età imperiale.

Porta S. Sebastiano e Porta S. Paolo

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